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Intervista alla Dottoressa Natalina Gatti, commercialista specializzata in Startup innovative

Natalina GattiDottore Commercialista & Revisore Contabile, è una commercialista esperta in startup innovative che da anni si occupa di guidare queste aziende verso il successo.

Gentile Dottoressa Lei ci ha più volte spiegato che prima di decidere di costituire o investire in una startup innovativa occorre sempre ricordarsi che il successo non è facile e che non bisogna farsi abbagliare dagli indubbi vantaggi fiscali di cui beneficia una startup innovativa, perché è prioritario che il business model funzioni, altrimenti si perderanno comunque i propri soldi. 

Ci può far capire cos’è il capitale di rischio di un’impresa? 

Il capitale di rischio è la parte di capitale conferita da soggetti che partecipano direttamente al rischio d’impresa. Sia quando si costituisce un’impresa, sia quando si comprano azioni su di una piattaforma di equity crowdfunding, si partecipa interamente al rischio d’impresa. Vuol dire che in linea teorica si possono anche perdere tutti i soldi investiti.

Investire, in pratica, presuppone sempre un rischio perché non sapremo se il capitale verrà restituito. Ecco perché si usa l’espressione capitale di rischio quando si parla di acquisto di quote azionarie di un’impresa.

Occorre a questo punto fare una distinzione tra chi costituisce una startup e chi investe dopo qualche
anno in essa.

Partiamo da chi al costituisce. Molto spesso chi vuole avviare un’impresa non solo è “innamorato” della propria idea e, quindi, tende a non accorgersi di eventuali punti di debolezza e minacce presenti nel mercato, ma spesso sceglie una particolare forma giuridica per le agevolazioni che questa comporta senza un’adeguata analisi del business
model.

Inutile dire che questo approccio può rivelarsi pericoloso. Infatti, soprattutto quando si opera in un
settore come quello delle startup innovative, caratterizzato da un’elevata incertezza, è necessario validare il
proprio modello di business a priori e non lasciarsi tentare da soluzioni che sembrano allettanti, senza
valutare bene la situazione.

Sappiamo che esistono vari tipi di detrazione con valori e massimali diversi. Ci spiega oggi bene cos’è la detrazione IRPEF del 50%?

La detrazione IRPEF è prevista dal 01 gennaio 2020 e, solo per le persone fisiche, la detrazione ha un importo pari al 50% della somma investita nel capitale sociale di una o più start-up o PMI innovative.

Questo è valido sia se l’investimento viene attuato direttamente sia se avviene attraverso organismi di investimento collettivo del risparmio specializzati in startup e PMI innovative.

Queste detrazioni sono possibili in generale solo per coloro che non detengono quote rilevanti della società (25%) a meno che il Business Plan non contenga già la previsione degli investimenti. Ma questo argomento è molto delicato e va approfondito caso per caso.

Bisogna tener conto che la detrazione fiscale prevista per gli investitori (senza quota di controllo) in startup è prevista sull’imposta lorda che il contribuente deve pagare e va praticamente ad abbatterla.

Che cosa vuol dire… se chi investe ha un’imposta lorda IRPEF di € 50.000,00, a fronte di un importo di € 100.000,00 investito in startup innovative, regolarmente iscritte all’apposito registro della Camera di Commercio, l’investitore si troverebbe ad avere il completo abbattimento dell’imposta per l’anno fiscale di riferimento.
La detrazione IRPEF 50% viene concessa in regime de minimis.

Questo regime è una deroga permanente, ma limitata, ai vincoli agli aiuti di Stato stabiliti che, per regola generale, non possono essere concessi alle imprese e in cui invece rientrerebbe l’abbattimento delle imposte. Tuttavia questo regime stabilisce dei limiti precisi: le PMI possono usufruire di questa agevolazione se rientrano in limiti temporali e finanziari ben definiti.

Il massimo di aiuti che vengono concessi alla singola impresa, specificatamente, ammonta a 200.000 euro nell’arco di tre anni. Questi limiti riguardano l’impresa, non i soggetti investitori. Questi ultimi, invece, devono rispettare alcuni altri requisiti per accedere alla detrazione IRPEF 50%.

Per conoscere meglio ulteriori dettagli e valutare ogni singolo caso è bene affidarsi a un commercialista esperto in startup innovative.

A quali Startup innovative non può applicarsi?

Ci sono casi in cui la detrazione IRPEF 50% non può essere applicata. Ad esempio, alle “imprese in difficoltà” così come definite dalla Commissione europea (2014/C 249/01). Ovvero si tratta delle società a responsabilità limitata, o comunque con autonomia patrimoniale perfetta, che hanno perso più della metà del capitale sociale nel corso degli ultimi dodici mesi.

Ci sono anche altri casi, comunque, in cui la detrazione IRPEF 50% non può essere applicata. Ad esempio, quando le imprese hanno ricevuto aiuti di Stato illeciti non recuperati o se queste operano nell’ambito della costruzione navale o nei settori del carbone e dell’acciaio.

Questi controlli sono già operati dalle piattaforme che si occupano di equity crowdfunding, per questo aspetto si può essere sereni.

Ci spiega qual è la procedura per avere diritto alla detrazione del 50%?

Per accedere alla detrazione IRPEF agevolata del 50% è necessario presentare la domanda online sul sito del Ministero dello sviluppo economico.

A partire da Gennaio 2021, questa domanda deve essere presentata preventivamente dall’impresa beneficiaria dell’investimento e deve essere effettuata prima dell’investimento stesso.

La domanda deve contenere elementi che permettano di identificare l’impresa beneficiaria, il soggetto investitore o l’organismo di investimento collettivo del risparmio, l’ammontare dell’investimento da effettuare e quello relativo alla detrazione.

In questo modo, il Ministero competente provvederà ad effettuare delle verifiche, in particolar modo guardando a eventuali aiuti ricevuti dall’impresa nel triennio precedente, e in caso di esito positivo del controllo provvederà ad effettuare la comunicazione assegnando un codice all’operazione. L’investimento in startup o PMI innovativa potrà essere eseguito solo in seguito a questa comunicazione.

L’intervista della dottoressa Natalina Gatti evidenzia come questi argomenti siano molto complessi e come ogni caso è praticamente a sé.

Un commercialista esperto in startup può fornire il supporto necessario per accedere alle agevolazioni IRPEF 50% e non solo. Infatti, la sua consulenza è preziosa per far si che la propria attività di business possa avviarsi verso il successo.

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