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Il Cinema ci racconterà a breve la storia del “Lupo Bianco” benefattore

Nel 2021 in arrivo sui grandi schermi “Lupo Bianco”, la storia di un benefattore. La seconda ondata pandemica ha fatto slittare di qualche mese casting e riprese, ma nel nuovo anno arriverà al cinema l’appassionante storia di Carlo Olmo, più noto con il soprannome di Lupo Bianco, un filantropo di Vercelli che da anni si attiva concretamente per rispondere ai bisogni della sua comunità.
Una storia carica di sentimenti, di emozioni, di pianti e di sorrisi: la storia di un uomo che ha fatto della sua vita una missione per il prossimo.

Diego Cammilleri quando ha scoperto la storia di Olmo ha deciso di realizzarne un film. La sceneggiatura affidata a Stephanie Beatrice Genova che ha raccolto i momenti salienti della vita di Carlo Olmo dove spesso si infilano anche momenti di mistero, di vicende al limite del paranormale. Come quando alcuni mesi prima della pandemia, fu protagonista di strane percezioni di un qualcosa di misterioso che alitava malvagiamente intorno a lui. Poi, in occasione dell’ultimo Capodanno cinese, la premonizione di un amico che gli ha annunciato che a breve il Coronavirus sarebbe arrivato anche in Italia e a quel punto sarebbe stata la tragedia.

Ma Carlo, inizialmente spaventato, ha capito che era arrivato il momento di agire. A marzo quando il virus si stava pericolosamente diffondendo anche a Vercelli è riuscito a recuperare ed acquistare – grazie ai suoi rapporti privilegiati con la comunità cinese – oltre 160mila mascherine che ha regalato ai cittadini, ai medici di famiglia, ai medici e agli infermieri impegnati nelle trincee degli ospedali e delle case di riposo, ed è riuscito a distribuirne anche in alcuni ospedali della Liguria e della Lombardia che proprio in quelle settimane erano in forte affanno.
Ma questa è solo l’ultima impresa benefica di Lupo Bianco: un gesto premiato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella con il Cavalierato della Repubblica assegnato a coloro che si sono adoperati concretamente per contenere il contagio.

Ma la generosità di Carlo Olmo inizia molto prima: comincia, inconsciamente, quando il suo papà adottivo (un noto avvocato di Vercelli) lo porta via da quell’orfanotrofio dove, ancora piccino, aveva conosciuto il dolore e gli abusi sessuali. Una ferita che rimarrà per sempre nella vita di Carlo che, però, cerca di rispondere alle cattiverie subite con il bene appreso nella nuova famiglia. Intraprende la carriera di avvocato, coltivando fin da ragazzo anche la passione per le filosofie orientali e per le arti marziali grazie all’incontro casuale con un aiuto cuoco di un ristorante cinese di Vercelli che diventerà un importante punto di riferimento per la sua crescita.

Poi inizia la carriera forense ma, ad un certo punto, la abbandona: è dilaniato quando apprende di aver fatto assolvere una pedofilo.Decide a quel punto di andare in Cina: lì avrebbe approfondito gli studi sulle filosofie orientali e sulle arti marziali; poi tornato in Italia avrebbe utilizzato l’antica saggezza per diffondere il bene. E così è stato. La sua accademia di arti orientali diventa punto di riferimento anche per il mondo del volontariato e della solidarietà. I vercellesi sanno che quando sono in difficoltà Lupo Bianco esce dalla sua tana e accorre in loro aiuto.

La produzione è già al lavoro: a gennaio a Vercelli si svolgeranno i casting, poi al via le riprese che si snoderanno tra Vercelli e dintorni, Bergamo, Palermo e Roma. Dietro alla macchina da presa ci sarà il regista Tony Gangitano; le musiche sono a cura di Serena Rubini ,Marco Giva, Silva Poy e Francesco Cilione.
Ma il film “Lupo Bianco” va ben oltre il semplice raccontare la storia di un eroe dei nostri giorni. Il film, patrocinato dal Ministero della Pubblica Istruzione, verrà trasmesso anche nelle scuole italiane con l’obiettivo di educare i ragazzi al bene e alla solidarietà. Proprio come fa Lupo Bianco.

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